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Amici dell'iperuomo, la semi-immortalità PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrè   
Mercoledì 18 Febbraio 2009 20:35

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Giovedì 12 febbraio 2009 gli autori del libro Semi-immortalità Gabriele Rossi e Antonella Canonico (centro di ricerca iLabs), in una conferenza organizzata dal Mensa Torino e aperta a tutti gli amici,   hanno raccontato di persona chi/cos'è l'iperuomo, che cosa sta succedendo e che cosa ci riserva il futuro prossimo.

iLabs da 30 anni svolge ricerche in questo ambito e sta pubblicando i risultati in una serie di conferenze.

Segue la trascrizione della prima parte della conferenza, l'intervento del dottor Leardini. Ulteriori informazioni sono reperibili sul gruppo dedicato di Facebook: "Amici dell'iperuomo".  

Essere Intelligenti aiuta a vivere meglio?

La domanda con la quale vorremmo confrontarci con voi è: essere intelligenti aiuta a vivere di piu'?

Si e No.

Pensiamo che più che essere intelligenti conti saper usare con intelligenza la propria intelligenza. Qual'è la differenza tra chi è "semplicemente" intelligente e chi sa usare l'intelligenza? Per capirlo dobbiamo elevarci alla meta-cognizione, che è la capacità di riflettere su quello che facciamo.


La meta-cognizione è la capacità di riflettere su quello che facciamo, sui nostri pensieri, sulle nostre azioni e su quello che ci succede quotidianamente.


Questa caratteristica, anche dal punto di vista clinico e verificato sui pazienti del centro, rapresenta la differentza tra essere attori protagonisti di sè stessi, del proprio vissuto, delle proprie azioni, e quelli che, diciamo, si lasciano vivere.


La meta-intelligenza/meta-cognizione è quindi saper usare l'intelligenza nelle proprie azioni, in quello che ci succede, saper usare al meglio le nostre qualità e le nostre caratteristiche.


La domanda è: l'intelligenza è genetica o è un qualcosa che va al di là, qualcosa che apprendiamo. Gli studi confermano che una parte è sicuramente genetica, non a caso il MENSA usa una quota familiare, una quota invece sembra essere frutto degli stimoli, degli ambienti ai quali siamo esposti.


Come si sviluppa la meta cognizione? E'una domanda sulla quale riflettiamo spesso, e ci sono molte risposte. Una possibile risposta è "La meditazione".


LA meditazione come disciplina mentale: dedicare una parte della giornata ad osservarsi, ad osservare le proprie azioni. Riflettere su quelli che sono i propri processi automatici, dando la capacità quindi di sopra-elevarsi e usare la meta-cognizione.


Un buon sviluppo della meta-cognizione sembra, dai nostri studi, confermare una migliore aspettativa di vita, un numero maggiore di anni. In questo contesto è molto difficile quantificare ma gli studi confermano gli effetti positivi.


In definitiva: Essere consapevoli e padroni del proprio destino è un fattore che aiuta molto a vivere più a lungo e meglio.

--- fine intervento ---

La Cubeba gang ha partecipato all'evento, impegnandosi in prima linea nella diffusione del materiale e nella divulgazione della ricerca. 

 

 

 


 

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